Giovedì 21 Febbraio 2019

II SiC scrive al Presidente Miani

A seguire il testo della missiva inviata ieri, 4 maggio 2017, al Presidente del CNDCEC, Dott. Massimo Miani.

Carissimo Presidente,

abbiamo letto, come molti altri, le Tue dichiarazioni circa gli ultimi provvedimenti legislativi che investono in maniera drammatica la nostra categoria, i lavoratori autonomi e tutte le piccole e medie imprese.

La Tua recente elezione, originariamente concentrata ad istituire e partecipare a tavoli di concertazione con il mondo politico, non sta dando i frutti attesi ed auspicati, e non certo per colpa Tua e del nuovo Consiglio Nazionale. Quegli stessi politici con i quali si cerca un rapporto “civile” stanno approfittando della nostra buona fede e di quella dei nostri clienti, “massacrandoci” nel frattempo con adempimenti impossibili da attuare e con moltiplicazione di costi inverosimile (vedi ad esempio la modalità di trasmissione delle nuove liquidazioni IVA periodiche).

Ci chiediamo come sia possibile che a maggio inoltrato ci troviamo ancora ad elemosinare chiarimenti circa le rimanenze del nuovo regime di cassa per le contabilità semplificate (norma che a nostro parere va cambiata) e, nel frattempo, vengono introdotte nuove complicazioni come quella che deriverà dalla riduzione del termine per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA in capo a coloro che, ad inizio anno, avessero optato (per tre anni) alla tenuta della contabilità sulla base del comma 5 dell’art. 18 DPR 600/73. Ci chiediamo come sia possibile consigliare i nostri clienti in presenza di questo proliferare incessante di norme di difficile interpretazione, spesso retroattive, discordanti fra loro e la cui unica ratio è la massimizzazione del gettito fiscale nel più breve tempo possibile.

Il recente D.L. 50/2017, emanato appena quattro mesi dopo la prima manifestazione nazionale dei Commercialisti il 14 dicembre 2016, e due mesi dopo la revoca “sulla fiducia” dello sciopero proclamato in quella occasione, è un insulto alla nostra buona fede. Pensiamo sia giunto il momento che, anche da parte del Consiglio Nazionale, vi sia un drastico cambio di atteggiamento nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria.

E’ necessario che la Categoria tutta (Consiglio Nazionale, Ordini Locali, Associazioni e Sindacati, singoli colleghi) ponga in essere ogni iniziativa utile e valida a denunciare tale situazione e correggere velocemente provvedimenti iniqui ed improvvisati: le esigenze di gettito non possono spianare la strada a comportamenti a dir poco oltraggiosi nei confronti nostri e di tutti i cittadini/contribuenti.
 
E’ quanto mai necessaria sin da questi primi giorni di maggio una chiara presa di posizione per far capire all’Amministrazione Finanziaria che la misura è colma, che non siamo più disponibili ad assecondare ogni sua volontà, prendendo anche in considerazione forme di protesta che vadano ad intaccare lo stesso gettito tributario.
     
Inutile buttarla sempre in etica dicendo che noi Commercialisti non possiamo fare questi discorsi: fino ad oggi, comportandoci eticamente, cosa abbiamo ottenuto? Sono migliorati i conti dello Stato (vedasi aumento Iva 2018)? Sono state risanate le aziende statali? E’ diminuita la spesa pubblica? Sono migliorate le condizioni di esercizio della nostra attività professionale?  Conosciamo tutti la risposta ed è quindi evidente che questo modo di legiferare e di fare politica sia completamente sbagliato. Noi abbiamo il dovere morale di denunciarlo (prima) e di prenderne le distanze (poi).
       
Perseverando invece in un rapporto di connivenza con le Istituzioni deputate, non possiamo essere che complici di un sistema truffaldino capace solo di raggirare i propri cittadini/contribuenti con un legislatore che pretende puntualità ed entrate, ricambiandoci con l’emanazione di norme improvvisate, inopportune, confuse ed in malafede.

Sinceramente non ci stiamo e questo sistema va denunciato anche con azioni forti e magari impopolari. Sappiamo tutti che la situazione è divenuta insostenibile e ogni giorno che passa è di troppo.

Un cordiale saluto,

per Sindacato italiano Commercialisti
Il Comitato Direttivo

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