Mercoledì 17 Luglio 2019

Nell’era dell'incertezza...

Correva l’anno 2015 e, dopo un anno e mezzo dal cambio di governance, la D.ssa Orlandi rilasciava interviste in cui esprimeva soddisfazione nel guidare “un'amministrazione finanziaria che, pur in un momento difficile, riusciva sempre a raggiungere i risultati attesi”.

Si era finalmente ripensato al rapporto del Fisco con i cittadini, che appariva stanco e sfibrato. Proprio in quella sede si preannunciava l’era del 730 precompilato “molto semplice” e alla portata di tutti. Doveva essere per la maggior parte dei cittadini una conquista.

Una bella semplificazione per quasi 30 milioni di persone che, come per magia, collegandosi con un semplice click potevano trovare le spese mediche, le spese universitarie, bancarie, assicurative, funebri e gli interessi passivi sul mutuo.

E’ vero, quest’anno nella dichiarazione precompilata si trovano molti più dati rispetto all’anno scorso. Sono presenti le spese per l'acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, le spese sanitarie sostenute per le prestazioni degli ottici, degli psicologi, degli infermieri, delle ostetriche, dei tecnici sanitari di radiologia medica e di tutte le strutture autorizzate a fornire i servizi sanitari, accreditate e non, le spese veterinarie, le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuate sulle parti comuni dei condomini.

Peccato che la circolare 7/E “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione” contenga pagine e pagine di norme che NOI abbiamo applicato su dati che NOI abbiamo COMUNICATO rendendo possibile il click.

Collaborando così in modo gratuito per l’amministrazione finanziaria ci si aspettava rispetto; invece ecco che in pieno ponte del 25 aprile viene approvato il D.L. 50/2017 che penalizza a livello finanziario le tasche dei Commercialisti. L’articolo 1 del D.L. 50 penalizza i professionisti che collaborano con le pubbliche amministrazioni dove vedranno decurtati i propri compensi oltre che della ritenuta alla fonte anche dell’IVA; l’articolo 3 dello stesso D.L. riduce la possibilità delle compensazioni senza visto di conformità per crediti maggiori di 5.000 Euro. Le disposizioni normative entreranno in vigore dal 1° Luglio 2017 ma quanto occorrerà attendere per poter comprendere se saremo sanzionati qualora avessimo già compensato crediti maggiori ad Euro 5.000? Il 1° gennaio 2017 il D.L. 50/2017 non esisteva, sarà quindi retroattivo?  Il visto di conformità lo dovremmo mettere anche sui nostri crediti? L’incertezza per noi e per i contribuenti che seguiamo è sempre più evidente. Siamo sempre più sanzionati e aggravati di responsabilità, anche in tema di antiriciclaggio, in un sistema sempre più incerto a livello normativo.

Ida Dominici
Sindacato italiano Commercialisti

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