Mercoledì 17 Luglio 2019

Scioperiamo?

In attesa dell’assemblea annuale del 17 febbraio prossimo, che prevede all’ordine del giorno, tra l’altro, anche il tema dello sciopero, anticipiamo alcune nostre valutazioni in ordine alla ventilata ipotesi della revoca della proclamazione: 

1) vorremmo scindere le questioni che riguardano tutti i contribuenti da quelle che riguardano l’operatività dei nostri studi, attribuendo in questa fase maggiore importanza alle seconde. 
Se siamo disponibili a soprassedere in ordine al mancato allungamento rateale delle cartelle esattoriali ed al recupero invasivo per chi versa in difficoltà economiche (in ordine al quale il MEF ha già detto che non è possibile accogliere le nostre richieste), che sono le principali questioni che sono state bocciate, in prima  battuta i motivi per poter revocare lo sciopero potrebbero esserci perché lo spesometro diventa semestrale per il 2017 ed annuale dal 2018;

 2) anche il regime di cassa viene depotenziato notevolmente, perché pur non riconoscendo il principio dell’opzionalità assoluto, ci sarà la possibilità per ulteriori 5 anni di continuare ad applicare la competenza economica. Diventa pertanto un regime comunque opzionale, almeno per cinque anni;

 3) non sarà concessa la rimessione in termini per le dichiarazioni tardive presentate dopo il periodo di sciopero (contrariamente a quanto suggerito dall’Autorità di Garanzia), ma sembrerebbe esserci la disponibilità ad accettare la nostra richiesta di rinvio delle dichiarazioni IVA per il 2016 al 31/03/2017.

Dunque, tenuto anche conto che c’è la disponibilità futura ad un nostro maggior coinvolgimento nei provvedimenti di legge (per quello che a parole possa valere), saremmo tendenzialmente orientati a revocare lo sciopero.

Tuttavia metteremmo sul piatto altri elementi molto importanti:

4) nelle 12 proposte presentate non c’è la tredicesima e cioè quella dell’antiriciclaggio che sarà oggetto di apposito incontro nel tavolo tecnico della prossima settimana insieme al fisco digitale. Consideriamo la significativa mitigazione delle sanzioni e l’introduzione del metodo della diffida accertativa una questione di vitale importanza. Ricordo che se fossimo diffidati prima di essere sanzionati, le sanzioni per antiriciclaggio almeno la prima volta non scatterebbero. Senza considerare poi il fatto che l’attività di verifica e controllo potrebbe essere affidata ai nostri Ordini;

5) nelle richieste delle 7 associazioni sindacali, non c’è traccia delle trasmissioni delle liquidazioni periodiche che a quanto è dato di sapere restano comunque trimestrali da subito. Se così fosse ci pare che possa essere sensato chiedere di omogeneizzare le scadenze con gli spesometri;

6) bisognerebbe lanciare il sasso anche su un altro argomento importante per ottenere quantomeno l’accettazione generale del principio. La delega sulla riforma della disciplina della crisi e dell’insolvenza prevede la nomina obbligatoria dell’organo di controllo da parte del Tribunale (ove non provvedesse la società), anche su segnalazione del Registro delle Imprese. Ci piacerebbe che venisse preso  spunto da questa novità per riorganizzare l’articolo 2477 del Codice Civile limitando il ricorso all’organo monocratico. Ciò nella elementare considerazione che si tratta di una funzione di grande responsabilità che soltanto collegialmente può essere assolta pienamente. Magari regolamentando i compensi contenendoli.

Tutto ciò premesso, ed in conclusione, riteniamo tuttavia che le risposte che ci sono state fornite nel loro insieme non possano essere pienamente soddisfacenti perché appaiono soltanto “interlocutorie”.

Dunque, l’ipotesi che è emersa in seno al Comitato direttivo del SIC è quella non di una revoca ma di un rinvio dello sciopero a giugno al fine di verificare se, in effetti, il complesso delle richieste e dell’attenzione generale che ci è dovuta è corrisposta da comportamenti concludenti e concreti.         

Stefano Sfrappa
Presidente S.i.C.                 


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