Lunedì 26 Ottobre 2020

Terremoto 1997 ed ultime scosse di assestamento

La posizione del neocostituito Sindacato Commercialisti Umbria (SCU) sulla restituzione delle imposte sospese

A distanza di più di 10 anni, il terremoto che per circa un anno colpì parte del territorio dell'Umbria e delle Marche non ha ancora esaurito il suo ciclo di effetti nefasti. Difatti, tributi e controtributi sospesi in seguito alle note ordinanze di sgombero del Ministero dell'Interno, dovranno essere restituiti in 120 rate mensili a partire dal 16 Giugno 2009, decurtati del 60% ed in seguito ad articolata istanza Ministeriale da proporre con raccomandata entro la stessa data.

Abbiamo tutti visto e sentito attraverso i mass-media i notevoli disagi che i cittadini delle zone interessate ed i loro Consulenti stanno sopportando in seguito ad una serie di criticità ed ambiguità della norma che il neocostituito Sindacato dei Dottori Commercialisti dell'Umbria ha messo in luce e denunciato agli organi competenti (Agenzia delle Entrate e Ministero delle Finanze) da circa due mesi a questa parte.

 

Ma quali sono gli elementi che stanno ingenerando tanto scontento? innanzitutto la scadenza del 16 Giugno 2009 non tiene conto del notevole carico di lavoro dei professionisti in questo periodo che già si trovano alle prese con bilanci, dichiarazioni dei redditi e carico fiscale da calcolare e far pagare ai propri assistiti in un momento di acuta crisi dei mercati in tutti i settori della nostra economia.

 

Sotto questo profilo si fa anche presente che in realtà la decurtazione del debito del 60% è inferiore a quello accordato dallo Stato in situazioni analoghe e costituisce reddito (o sopravvivenza attiva) ai fini fiscali rendendo con ciò soltanto nominale il suddetto "bonus" che in realtà, in assenza di un'espressa disposizione di esonero, finisce per essere ben inferiore.

 

In secondo luogo, vengono richiesti con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 10 Aprile 2009 dati e notizie(da comunicare con apposita istanza) già in possesso dell'Amministrazione Finanziaria, in palese violazione dell'articolo 6 dello Statuto del contribuente.

 

E' vero che all'epoca le dichiarazioni venivano ancora trasmesse in formato cartaceo (le trasmissioni telematiche sono infatti iniziate dal 1998), ma se proprio deve essere chiesta collaborazione ai  professionisti, come si può farlo in un periodo "di fuoco" come quello attuale? tra l'altro riproponendo gli stessi dati sempre in forma cartacea? E' forse questo il buon andamento della pubblica Amministrazione ancora sancito dall'articolo 97 della nostra Costituzione? Crediamo di no, ed a rendere "kafkiana" tutta la situazione c'è anche il fatto che non sono stati ancora pubblicati i codici tributo per poter adempiere correttamente al versamento dovuto.

 

Le diverse istanze di protesta giunte sinora agli organi competenti non hanno trovato le risposte tanto attese, che consistono essenzialmente in una proroga dei pagamenti al 31/12 (o almeno a Settembre 2009) e nell'eliminazione della proposizione della fastidiosissima apposita istanza. Sotto il sole di Foligno, le code dell'Agenzia delle Entrate provocate da ansiosi contribuenti in attesa di conoscere la loro posizione debitoria (in molti casi dopo 10 anni di buona fede si è persa ogni traccia documentale), hanno fatto intervenire anche le forze dell'Ordine per disciplinare una situazione ormai sfuggita al controllo, evidenziando anche carenze della stessa macchina organizzativa finanziaria in quanto non sarà sicuramente in grado di soddisfare le richieste di tutti sebbene potenziata dall'8 Giugno 2009. Si parla difatti di 38.000 posizioni da definire nella sola Foligno.

 

Anche gli Ordini professionali delle Marche hanno a suo tempo espresso lo stesso disappunto ed ha differenza dell'Umbria, l'omonimo Direttore regionale delle Entrate ha condiviso le preoccupazioni dei professionisti inoltrando agli organi centrali dell'Agenzia motivata istanza di protesta. Evidentemente qui in Umbria si contava di avere a disposizione una migliore macchina organizzativa, cosa che invece non è stato, come è sotto gli occhi di tutti.

 

Ed allora le considerazioni di merito e le proposte del Sindacato Commercialisti Umbria:

  1. seppure dal punto di vista tecnico la norma (Art. 2 comma 109 della Finanziaria 2008, art. 2 L. 103/2008, e art. 3 L. 201 del 2008) è formulata male, la proposizione dell'apposita istanza entro il 16 Giugno non è un requisito essenziale per la fruizione del beneficio della riduzione del debito al 40% che viceversa spetta per legge. D'altro canto, lo stesso termine non può che essere considerato ordinatorio e non perentorio.
  2. il mancato versamento della prima rata del debito al 16 Giugno non espone al versamento della sanzione del 30% come è stato in maniera superficiale (e forse intimidatoria) sostenuto. Ciò in quanto la sanzione per tardivo versamento sarebbe calcolata sul 40% del debito originario ulteriormente frazionato in 120 rate ed eventualmente oggetto di ravvedimento operoso. Detto in termini operativi, nel caso di "disobbedienza", una somma originaria di € 10.000,00 darebbe luogo ad una sanzione ridotta di € 1 per ogni rata mensile pagata in ritardo oltre il 16 Giugno e con ravvedimento operoso.

Pertanto, in mancanza di un espresso provvedimento di proroga dei termini, la posizione del Sindacato è quella di rinviare i conteggi a Settembre 2009 tenuto anche conto dei rischi contenuti che una tale soluzione comporta. A tutto concedere, i contribuenti più apprensivi potrebbero produrre entro il 16 Giugno una semplice raccomandata all’Agenzia delle Entrate, svincolandosi dall’apposita istanza Ministeriale la cui compilazione è tutt’altro che semplice, attraverso la quale si potrebbe chiedere di voler fruire della riduzione del debito al 40 % in 120 rate rimanendo in attesa degli esiti dell’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la quantificazione del debito.

Ma al di la dell’aspetto tecnico, quello che lascia più sconcertati è il disorientamento generale di contribuenti e Consulenti, la sostanziale inadeguatezza dell’Agenzia delle Entrate, la vessazione fiscale nei confronti di contribuenti già sfortunati perché sballottati da uno dei terremoti più terribili nella storia della nostra Repubblica, la scarsa considerazione della categoria dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che collaborano inconsapevolmente e con grande spirito di servizio e professionalità all’assolvimento degli obblighi tributari dei contribuenti ma che in ogni occasione non vengono né  consultati preventivamente nella stesura di norme che li riguardino, né tanto meno ascoltati nelle loro difficoltà operative quotidiane.


Speriamo che anche il Garante del Contribuente accerti l’anomalia e l'irrazionalità della situazione intervenendo con le misure immediate di propria competenza. Il rapporto di fiducia tra cittadini ed Amministrazione Finanziaria (certamente incrinato in questa situazione di caos normativo ed operativo) ne trarrebbe certamente beneficio.


Infine un’ultima considerazione: ma il Ministro Brunetta, così attento all’efficienza dei pubblici servizi, è a conoscenza di questa situazione che si è determinata? Il problema è  stato segnalato anche a Lui ma evidentemente non è stato così attento in questa occasione. Che forse le elezioni europee hanno distratto i politici dalle contingenze locali  Ad ume chiuse (o quasi) potrebbe esserci ancora tempo per il prowedimento di proroga tanto auspicato.

 

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