Mercoledì 22 Novembre 2017

Segnalazioni Studi di Settore – l’efficienza di facciata di uno Stato arrogante

E’ noto ormai come in questi giorni stiano arrivando ai contribuenti, nelle loro caselle Pec, migliaia di lettere per avvisarli di anomalie contenute negli studi di settore degli anni scorsi che potranno essere verificate accedendo ai cassetti fiscali.

Non capiamo davvero perché un’Agenzia così “premurosa”, visto che ormai ha compiuto lo sforzo di inviare puntualmente la segnalazione a mezzo Pec (Pec, ricordiamolo, resa obbligatoria dal legislatore per “semplificare” e velocizzare il rapporto Stato/Contribuente), non abbia anche trasmesso copia della comunicazione d’anomalia attraverso lo stesso strumento, evitando inutili perdite di tempo per tutti.

Evidentemente in uno Stato dove tutti gridano contro la burocrazia e l’inefficienza, è più logica l’illogicità di inviare la lettera/segnalazione, far andare il contribuente ad autenticarsi all’Agenzia personalmente o dare delega al proprio intermediario, attendere pin e password varie (tanto ne abbiamo poche!!), loggarsi dentro il sito dell’Agenzia, entrare nell’apposita sezione, stamparsi la tanto desiderata lettera e, attraverso apposito programma (ultima versione del 1° giugno u.s.),  poter finalmente rispondere. 

Dulcis in fundo il 9 giugno u.s. un messaggio personalizzato agli intermediari “avvertiva” che “…dalle 15 alle 18.30 il servizio di consultazione del cassetto fiscale subiva un’interruzione per interventi di manutenzione straordinaria…”. E alla riattivazione del servizio, si è provveduto a variare anche le consultazioni del cassetto fiscale. Una domanda sorge spontanea: perché il tutto non è stato fatto prima dell’invio delle segnalazioni?

Ci chiediamo perché tanta farraginosità e il nostro occhio attento cade allora sul sito della Sogei (braccio armato del Mef) dove quest’ultima canta le sue lodi (qui il link) per i numeri in crescita; ma ad un aumento dei numeri non sempre corrisponde un aumento dell’efficienza; in quest’ultimo caso crediamo solo un aumento dovuto a nuovi obblighi di legge (730 precompilati, per esempio) e trasmissioni telematiche. Che sia questa una delle ragioni per cui i nostri adempimenti non vengono soppressi o compressi?  Una cosa è certa, la Sogei è unico fornitore dei servizi allo Stato e fattura oltre mezzo miliardo di euro l’anno. Gradiremmo sapere (noi che siamo i principali utilizzatori dei loro programmi e delle loro non rare inefficienze) il dettaglio di tali ricavi visto che nella nota integrativa abbiamo un dato aggregato.

Ci sorge un dubbio… non è che la Sogei per mantenere la sua macchina debba fatturare programmi di cui potremmo volentieri fare a meno? Se infatti si sostiene che la frontiera digitale possa essa essere considerata come la panacea di tutti i mali, va altresì considerato che in queste fasi iniziali ci troviamo spesso davanti a complicazioni operative tali da farci rimpiangere i vecchi tempi, quando con la penna si era sì lenti, ma l’azione dipendeva esclusivamente da noi e non da variabili esterne,  a volte indipendenti dalla nostra volontà e che ci fanno stare con il cuore in gola.

Paolo Galardini e Rita Millesimi
Sindacato Italiano Commercialisti

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