Giovedì 21 Settembre 2017

Richieste di documentazione ai Commercialisti: armi spuntate del Fisco

Premessa

Da qualche tempo, l’Amministrazione Finanziaria, nell’esercizio dei poteri attribuitigli dalla legge (ai sensi degli articoli 51 del Dpr n. 633/72 e 32 del Dpr 600/73), recapita a taluni colleghi delle richieste di esibizione di documenti.

La fattispecie

Le lettere a cui vogliamo dedicare questo nostro breve spazio sono quelle il cui invito inizia espressamente:

“Da un controllo effettuato sulla banca dati dell’anagrafe tributaria, risulta che nell’annualità ….. la SV ha inviato le dichiarazioni dei redditi riportate nell’allegato….” . Tale allegato è formato da: codice fiscale del contribuente, anno di imposta e modello presentato, protocollo telematico di invio, e se depositario o meno delle scritture contabili del cliente.

A fronte di questa constatazione, l’Ufficio chiede di esibire una serie di documenti, tra cui un prospetto riepilogativo in cui vengano evidenziati sia il nome del cliente sia la corrispondente fattura corredata di relativo pagamento.

Riscontrata la (verosimile) discordanza tra fatture (in numero di x ) e dichiarazioni inviate (in numero di x+y), l’Agenzia delle Entrate emette avviso di accertamento nel quale, incrociando i dati indicati negli studi di settore con quelli esibiti a seguito dell’invito, e soprattutto dichiarando “poco credibile” che a fronte di x+y dichiarazioni siano stati incassati solo x compensi, procede alla determinazione analitico-induttiva (art. 36 comma 1 lettera d) del DPR 600/73) di un maggior reddito presunto.

Il “problema”

Tra i contribuenti “addetti ai lavori” sono dunque nate delle perplessità su come comportarsi, e da ciò discussioni che hanno evidenziato timori spesso infondati.

L’infondatezza a cui facciamo riferimento, lo premettiamo e sottolineiamo, nasce in capo ai professionisti che, non avendo nulla da nascondere, vogliono adoperarsi per passare indenni dal controllo del Fisco, ponendo in essere a tal fine dei comportamenti che risultano fuori luogo, in quanto errati e controproducenti, sui quali non vale nemmeno la pena di soffermarsi, per quanto si dirà di seguito, parlando del comportamento che invece si invita a tenere.

Che fare?

Come comportarsi in questi casi è l’argomento che dunque andiamo brevemente ad affrontare.

Innanzitutto chiariamo che la cosa da non fare assolutamente è senz’altro quella di non presentarsi; e ciò, non solo perché questo integra un comportamento sanzionabile (art. 11 lett. c) del D.Lgs. n. 471/97) ma anche perché pone il contribuente nella parte del torto, in qualsiasi caso.

Detto questo, affrontiamo il problema degli invii delle dichiarazioni non corredati da fattura: è davvero una ipotesi che concretizza una evasione?

Sappiamo bene che non è così. O, per meglio dire, non è sempre così.

Sappiamo bene che, a mente dell’articolo 6 del Dpr n. 633/72, la fattura per la prestazione di servizi può essere emessa (al più tardi) al momento in cui avviene il pagamento, e non, dunque, al momento della prestazione stessa.

Di conseguenza, che colpa può mai avere un professionista se ha inviato delle dichiarazioni dei redditi che non gli hanno ancora pagato, e per le quali quindi è assolutamente corretto che non ci sia fattura?

Detto questo, l’invito per tutti coloro i quali non hanno incassato i compensi di cui all’invio delle dichiarazioni è quello di presentarsi serenamente all’appuntamento, specificando che le competenze di cui a tali invii non sono (ancora) state incassate.

Leggendo le motivazioni dell’accertamento sopra riassuntate, non può non saltare all’occhio quel “poco credibile”; il Fisco cioè dirà: “E io dovrei credere che tu hai lavorato senza ancora incassare i compensi?”. Tale affermazione dell’Ufficio è invero tanto verosimile quanto assai carente nella motivazione, essendo basata su una doppia presunzione (vietata come noto dall’ordinamento): una semplice mancata fatturazione a fronte di una prestazione di servizi resa non è sufficiente a presumere un compenso “in nero”; deve essere l’Ufficio, d’altronde, a provare (anche) l’avvenuto incasso e di conseguenza l’omessa fatturazione, e non certo il contribuente a provare il mancato introito (che sarebbe d’altronde una prova impossibile).

Piuttosto, è senz’altro da verificare la congruità delle informazioni contenute nel modello studi di settore (quadro D – elementi specifici dell’attività) con la rappresentazione dei fatti che verrà sostenuta in contraddittorio, perché una differenza potrebbe essere giustificata con l’ammissione di erronea compilazione del modello, cosa che comunque è bene evitare. Si raccomanda dunque di valutare una eventuale integrativa dell’Unico dell’anno interessato (e questo ovviamente prima della richiesta dell’AdE, non dopo….) per rendere ancora più “blindata” la (legittima) mancanza di fatturazione.


Per Sindacato italiano Commercialisti
Danilo Sciuto
Dottore commercialista in Catania

#NoiProfessionisti ci vediamo il 13 maggio a Roma

Il Sindacato Italiano Commercialisti, come molti già sapranno, ha aderito alla manifestazione promossa dall'Ordine degli Avvocati di Roma e Napoli, insieme agli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri e dei Medici di Roma, che si terrà nella Capitale sabato 13 maggio prossimo.

L'appuntamento è alle 10,00 in piazza della Repubblica (noi Commercialisti davanti alla sede del nostro Consiglio Nazionale) dove, insieme ad Avvocati, Architetti, Ingegneri, Medici e tantissimi altri professionisti, sfileremo in corteo fino a Piazza San Giovanni per chiedere non solo l'introduzione di una normativa sul giusto compenso a tutela della sicurezza e della qualità delle prestazioni professionali, ma anche equità fiscale, previdenza sostenibile e riconoscimento del ruolo economico, sociale ed istituzionale delle professioni intellettuali.

Vi aspettiamo! Qui il programma.

Ci vogliono rovinare anche le vacanze…

Il Sindacato Italiano Commercialisti, in merito alla nota diramata il 10 luglio 2017 dall’Agenzia delle Entrate ed avente ad oggetto la segnalazione delle irregolarità nell’attività di presentazione telematica delle dichiarazioni fiscali prestata dagli intermediari per l’anno 2013, ritiene doveroso osservare, in via preliminare, come

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II SiC scrive al Presidente Miani

A seguire il testo della missiva inviata ieri, 4 maggio 2017, al Presidente del CNDCEC, Dott. Massimo Miani.

Carissimo Presidente,

abbiamo letto, come molti altri, le Tue dichiarazioni circa gli ultimi provvedimenti legislativi che investono in maniera drammatica la nostra categoria, i lavoratori autonomi e tutte le piccole e medie imprese.

La Tua recente elezione, originariamente concentrata ad istituire e partecipare

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Tra liquidazioni IVA ed IMU, ZES e novelli Houdini…

Settimana lavorativa piuttosto intensa quella appena trascorsa, iniziata lunedì 12 con lo spirare del termine (prorogato) per il primo dei nuovi adempimenti “regalatici” con il D.L. 193/2016 (comunicazione liquidazioni IVA primo trimestre, per intenderci) e conclusasi ieri, venerdì 16, con i versamenti di IMU e TASI. Ora, senza altre inutili distrazioni, a testa bassa potremo dedicarci a pieno ritmo alla campagna bilanci ed alle dichiarazioni dei redditi.

In tutto ciò, principalmente a beneficio di quanti non sono abituali frequentatori della nostra pagina facebook, ci sembra doveroso citare i due principali eventi che hanno coinvolto, nel bene e nel male, la nostra categoria professionale.

Partendo dal primo,

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Nell’era dell'incertezza...

Correva l’anno 2015 e, dopo un anno e mezzo dal cambio di governance, la D.ssa Orlandi rilasciava interviste in cui esprimeva soddisfazione nel guidare “un'amministrazione finanziaria che, pur in un momento difficile, riusciva sempre a raggiungere i risultati attesi”.

Si era finalmente ripensato al rapporto del Fisco con i cittadini, che appariva stanco e sfibrato. Proprio in quella sede si preannunciava l’era del 730 precompilato “molto semplice” e alla portata di tutti. Doveva essere

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Spesometro gratis? No, grazie!

Qualcuno disse che sarebbe stato sufficiente schiacciare un pulsante. Ditelo a chi in questi giorni è alle prese con il primo dei nuovi adempimenti introdotti dal D.L. 193/2016: la trasmissione delle liquidazioni IVA del primo trimestre 2107 (alla quale seguirà il prossimo 18 settembre lo spesometro per il primo semestre 2017 e la trasmissione della liquidazione IVA del secondo trimestre; appuntamento successivo al 30 novembre quando, oltre a dover predisporre gli acconti delle imposte, dovremmo

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Lettera aperta a Gentiloni e Padoan

Al Presidente del Consiglio
Dott. Paolo GENTILONI

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Dott. Pier Carlo PADOAN

Gentile Presidente del Consiglio e Gentile Ministro delle Finanze,

la presente per rappresentarVi lo stato di profondo disagio e malcontento avvertito, ormai da diversi anni, dai Commercialisti italiani; situazione determinata da una condizione lavorativa e financo ambientale ormai insopportabile nell’esercizio della nostra Professione.

Ci riferiamo in particolar modo ai

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13 aprile 2017: Seminario professionale e sindacale a Spoleto

Si discuterà di bilancio, regime di cassa, rottamazione cartelle Equitalia ed ovviamente di sindacato nel prossimo seminario organizzato dal Sindacato Italiano Commercialisti nella splendida cittadina di Spoleto (PG). L’appuntamento è per giovedì 13 aprile, dalle ore 14,30, presso l’Albornoz Palace Hotel (viale G. Matteotti, 16). Interverranno in qualità di relatori i colleghi Andrea Bongi, Filippo Mangiapane, Fabrizio Poggiani ed il nostro Presidente Stefano Sfrappa. 
L’evento, in corso di accreditamento ai fini della FPC, è gratuito. Al termine, per chi vorrà, sarà possibile partecipare ad una cena di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto in favore dei colleghi terremotati.
Per iscrizioni a convegno e cena: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tutti i dettagli li trovate pdf QUI (188 KB).


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